venerdì 8 aprile 2022

L'ABISSO


E continuo a ripetere “io”,

pur sapendo che è lì

tutto il male

che m'affligge.



giovedì 31 marzo 2022

LA RADICE DEL MALE

 



E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno

perché essi credano alla menzogna

2 Tessalonicesi, 2,1


La chiave dell’inganno che affligge oggi la gran maggioranza della gente, è la cieca fiducia nella bontà del sistema sanitario, (sempre meno) pubblico e (sempre più) privato. In quell’organizzazione internazionale dell’industria medico-farmaceutica, connessa alla seduzione di un potere globale, che non si preoccupa nemmeno più di nascondere la sua matrice satanica.

Da almeno un secolo, è stata imposta alla massa una concezione totalmente mendace di salute, malattia e cura. Fondata su un’idea di prevenzione, il cui scopo principale, se non unico, è quello di cogliere, nelle individualità organiche dei “pazienti”, vere o presunte difformità da un modello astratto e ideale di “salute”, che non ha alcun riscontro nella realtà. Sì da inserire persone sostanzialmente sane in percorsi terapeutici alla lunga distruttivi, sia per l’equilibrio fisico sia per ciò che rimane di quello psichico.

In tal modo miliardi di persone in tutto il mondo, si sottopongono ciclicamente a screening e interventi medici non necessari, condannandosi inevitabilmente a finire, prima o dopo, nelle pastoie di un leviatano burocratico-sanitario, il cui reale interesse per il bene del paziente è pari a zero. Come ebbe già a intuire e denunciare, negli anni del Secondo Dopoguerra, il realismo visionario di un Dino Buzzati, nel racconto Sette piani.

La vicenda pandemica è stata dunque solo l’emersione di un meccanismo psicopatologico di massa in atto già da almeno un secolo.

Essa ha dimostrato inequivocabilmente come ciò che espone individui e collettività a essere dominati ed eterodiretti è soltanto la paura della malattia e della morte.

La paura paralizza il pensiero critico, perché la mente, saturata dall’emozione, è resa incapace di ragionare autonomamente e discriminare il fattuale dall’immaginario.

L’efficacia ormai massima del sistema mediatico, nel plasmare la falsa immaginazione individuale e collettiva, mediante l’induzione di correnti emozionali artificiali, è tale da generare spinte conformistiche praticamente irresistibili. Comportando l’assoggettamento dei molti compiacenti e la discriminazione fisica, morale e perfino giuridica dei pochi refrattari.

Ma il fattore principale di questo meccanismo di soggezione ipnotica è la mancanza di vera fede nella trascendenza, ormai generalizzata anche in chi ritiene di essere credente e, addirittura, in chi dovrebbe svolgere la funzione sacerdotale e pontificale nel mondo contemporaneo.

È questa mancanza ad aver fatto un tabù osceno, da rimuovere a ogni costo, di quell’evento morte che è, da quando veniamo al mondo, l’unica ineludibile certezza della nostra esistenza.

Con la conseguente incapacità, derivante da una cieca e deliberata rinuncia, a riconoscere l’evidenza del deperimento fisico come un processo naturale, e dunque giusto e necessario.

Perché esso porta con sé non solo sofferenza e malessere, ma anche, se accettato e “contemplato” giorno per giorno, un’opportunità meravigliosa di crescita interiore, che può essere coltivata e perseguita fino all’ultimo istante dell’esistenza terrena. E che ne costituisce, in ultima analisi, l’unico senso, l’unica vera ragion d’essere.


martedì 7 dicembre 2021

L' INFILTRATO


È quello che i preti chiamano "il diavolo":

non solo inganna per farci sbagliare, 

ma anche per far tacere la voce della coscienza 

e insabbiare il rimorso.

Succede a tutti, anche ai grandi Santi. 

Se ricordassimo tutte le nostre malefatte 

e vedessimo davvero ciò che siamo,

non ne sopporteremo la vista. 


Ἄτης ἄρουρα θάνατον ἐκκαρπίζεται.

Il campo della colpa dà per frutto la morte.

mercoledì 16 dicembre 2020

ὕπνος (ypnos)


Siamo entrati nel futuro
senza accorgercene.
E, sognando
la passata normalità,
senza accorgercene
ci adattiamo alla nuova.
Ma non ci sono passato e futuro:
abbiamo soltanto un presente,
nel quale
ci ostiniamo a non vivere.

venerdì 10 aprile 2020

Venerdì Santo




La lettera di San Paolo agli Ebrei, nel Capitolo IX (Ufficio delle Letture del Venerdì Santo) spiega il perché dei sacrifici antichi con spargimento di sangue.
Ogni testamento, pur in sé valido, diviene efficace solo con la morte del testatore.
L’immolazione della vittima sacrificale, vitello o agnello, serviva a propiziare la mistica identificazione, per la quale l'officiante si univa al tempo stesso con Dio e con la vittima.
In questo modo, con l’immolazione dell’ariete sul monte Moria, era stato stipulato il testamento antico, il patto tra Dio e Abramo.
In questo stesso modo il patto era stato rinnovato in Egitto, con l’immolazione dell’agnello pasquale, da ripetersi ogni anno secondo la Legge mosaica.
Gesù, a sua volta, ha confermato l’antica promessa, il rinnovandola. Ma lo ha fatto una volta per tutte.
In Lui, nuovo Agnello sacrificale che è una cosa sola col Padre, la morte del Testatore non avviene solo per analogia, ma di fatto.
L’analogia è ora trasferita nel memoriale, ripetizione dell’immolazione cruenta tramite l’offerta non cruenta della Messa: Sacramento officiato visibilmente e materialmente dal sacerdote, in persona Christi, cioè identificato con Cristo.
Ma, nella propria dimensione interiore, ogni cristiano è a sua volta sacerdote e offerta.

Egli stesso, infatti, officia nella sua anima il memoriale di salvezza, identificandosi contemplativamente a Cristo sacerdote. 
E inoltre, identificandosi misticamente a Cristo vittima, offre sé stesso sull’altare e muore con Lui sulla Croce.
Questo è il Mistero del Venerdì Santo.

giovedì 19 marzo 2020

IL DIGIUNO





Contra miglior voler, voler mal pugna. 

Ho covato ogni possibile proposito di ribellione, 
poi mi son detto: se il Signore ti chiede questo, 
forse è per insegnarti ad apprezzare col digiuno 
il valore inestimabile 
di quello che hai sempre dato per scontato. 
Anche i mercenari che abbandonano il gregge 
sono uno strumento della Sua volontà 
e del Suo Amore per noi. 
E forse i tabernacoli vuoti di Lui 
possono servire 
a riempire di Lui il nostro cuore.