giovedì 31 marzo 2022

LA RADICE DEL MALE

 



E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno

perché essi credano alla menzogna

2 Tessalonicesi, 2,1


La chiave dell’inganno che affligge oggi la gran maggioranza della gente, è la cieca fiducia nella bontà del sistema sanitario, (sempre meno) pubblico e (sempre più) privato. In quell’organizzazione internazionale dell’industria medico-farmaceutica, connessa alla seduzione di un potere globale, che non si preoccupa nemmeno più di nascondere la sua matrice satanica.

Da almeno un secolo, è stata imposta alla massa una concezione totalmente mendace di salute, malattia e cura. Fondata su un’idea di prevenzione, il cui scopo principale, se non unico, è quello di cogliere, nelle individualità organiche dei “pazienti”, vere o presunte difformità da un modello astratto e ideale di “salute”, che non ha alcun riscontro nella realtà. Sì da inserire persone sostanzialmente sane in percorsi terapeutici alla lunga distruttivi, sia per l’equilibrio fisico sia per ciò che rimane di quello psichico.

In tal modo miliardi di persone in tutto il mondo, si sottopongono ciclicamente a screening e interventi medici non necessari, condannandosi inevitabilmente a finire, prima o dopo, nelle pastoie di un leviatano burocratico-sanitario, il cui reale interesse per il bene del paziente è pari a zero. Come ebbe già a intuire e denunciare, negli anni del Secondo Dopoguerra, il realismo visionario di un Dino Buzzati, nel racconto Sette piani.

La vicenda pandemica è stata dunque solo l’emersione di un meccanismo psicopatologico di massa in atto già da almeno un secolo.

Essa ha dimostrato inequivocabilmente come ciò che espone individui e collettività a essere dominati ed eterodiretti è soltanto la paura della malattia e della morte.

La paura paralizza il pensiero critico, perché la mente, saturata dall’emozione, è resa incapace di ragionare autonomamente e discriminare il fattuale dall’immaginario.

L’efficacia ormai massima del sistema mediatico, nel plasmare la falsa immaginazione individuale e collettiva, mediante l’induzione di correnti emozionali artificiali, è tale da generare spinte conformistiche praticamente irresistibili. Comportando l’assoggettamento dei molti compiacenti e la discriminazione fisica, morale e perfino giuridica dei pochi refrattari.

Ma il fattore principale di questo meccanismo di soggezione ipnotica è la mancanza di vera fede nella trascendenza, ormai generalizzata anche in chi ritiene di essere credente e, addirittura, in chi dovrebbe svolgere la funzione sacerdotale e pontificale nel mondo contemporaneo.

È questa mancanza ad aver fatto un tabù osceno, da rimuovere a ogni costo, di quell’evento morte che è, da quando veniamo al mondo, l’unica ineludibile certezza della nostra esistenza.

Con la conseguente incapacità, derivante da una cieca e deliberata rinuncia, a riconoscere l’evidenza del deperimento fisico come un processo naturale, e dunque giusto e necessario.

Perché esso porta con sé non solo sofferenza e malessere, ma anche, se accettato e “contemplato” giorno per giorno, un’opportunità meravigliosa di crescita interiore, che può essere coltivata e perseguita fino all’ultimo istante dell’esistenza terrena. E che ne costituisce, in ultima analisi, l’unico senso, l’unica vera ragion d’essere.


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