mercoledì 16 dicembre 2020

ὕπνος (ypnos)


Siamo entrati nel futuro
senza accorgercene.
E, sognando
la passata normalità,
senza accorgercene
ci adattiamo alla nuova.
Ma non ci sono passato e futuro:
abbiamo soltanto un presente,
nel quale
ci ostiniamo a non vivere.

venerdì 10 aprile 2020

Venerdì Santo




La lettera di San Paolo agli Ebrei, nel Capitolo IX (Ufficio delle Letture del Venerdì Santo) spiega il perché dei sacrifici antichi con spargimento di sangue.
Ogni testamento, pur in sé valido, diviene efficace solo con la morte del testatore.
L’immolazione della vittima sacrificale, vitello o agnello, serviva a propiziare la mistica identificazione, per la quale l'officiante si univa al tempo stesso con Dio e con la vittima.
In questo modo, con l’immolazione dell’ariete sul monte Moria, era stato stipulato il testamento antico, il patto tra Dio e Abramo.
In questo stesso modo il patto era stato rinnovato in Egitto, con l’immolazione dell’agnello pasquale, da ripetersi ogni anno secondo la Legge mosaica.
Gesù, a sua volta, ha confermato l’antica promessa, il rinnovandola. Ma lo ha fatto una volta per tutte.
In Lui, nuovo Agnello sacrificale che è una cosa sola col Padre, la morte del Testatore non avviene solo per analogia, ma di fatto.
L’analogia è ora trasferita nel memoriale, ripetizione dell’immolazione cruenta tramite l’offerta non cruenta della Messa: Sacramento officiato visibilmente e materialmente dal sacerdote, in persona Christi, cioè identificato con Cristo.
Ma, nella propria dimensione interiore, ogni cristiano è a sua volta sacerdote e offerta.

Egli stesso, infatti, officia nella sua anima il memoriale di salvezza, identificandosi contemplativamente a Cristo sacerdote. 
E inoltre, identificandosi misticamente a Cristo vittima, offre sé stesso sull’altare e muore con Lui sulla Croce.
Questo è il Mistero del Venerdì Santo.

giovedì 19 marzo 2020

IL DIGIUNO





Contra miglior voler, voler mal pugna. 

Ho covato ogni possibile proposito di ribellione, 
poi mi son detto: se il Signore ti chiede questo, 
forse è per insegnarti ad apprezzare col digiuno 
il valore inestimabile 
di quello che hai sempre dato per scontato. 
Anche i mercenari che abbandonano il gregge 
sono uno strumento della Sua volontà 
e del Suo Amore per noi. 
E forse i tabernacoli vuoti di Lui 
possono servire 
a riempire di Lui il nostro cuore.

venerdì 17 agosto 2018

Letture



























Che si legga molto o poco
quasi tutto quel che abbiamo letto
scivola via.
E il poco che rimane
non sempre è la parte migliore.
Non serve accumulare nozioni
e ancor meno trasmetterle
a discepoli perfino più sprovveduti di noi.
Voler cambiare noi stessi dal profondo,
dopo esserci visti per ciò che siamo realmente,
è tutto ciò che conta.
Un libro vale solo
se e quanto ci aiuta a farlo.



giovedì 29 giugno 2017

Senza attendersi nulla



« Maestro, perché mi è negata
la gioia
di condividere la gioia?».

«Se hai bisogno di condividerla
forse
non è vera gioia.

Quella vera
basta a sé stessa,
gioisce di sé stessa,
si condivide con sé stessa.

E bastandosi
e gioendo di sé
si comunica
ovunque e a chiunque.

E non chiede perché».




venerdì 23 giugno 2017

Più facile a farsi...




















Il bisogno di difendersi,
questo è il problema.

La soluzione:
andare all'attacco.

Di quel guscio di vanità
che chiamiamo "me stesso".